NO TATTINGER NO PARTY

Bene, penso che abbiate raggiunto il limite.
La gente mi tratta come un malato, come un depresso, come uno che gli passerà.
L' unica cosa che non mi passa è il giramento di coglioni nel vedere tutti questi amici travestiti da S.Maria Goretti, pieni di buoni consigli.
Glielo do io un consiglio, queste "dritte" che hanno tutto il profumo delle pagine adesive e patinate di "Cioè" dovreste farle sù a sigaro e proporle al vostro stesso deretano...e nel caso aveste qualche difficoltà a trovare la via del giudizio posso presentarvi gente che di metterla nel culo se ne intende sul serio.
Cari Noacco e Angeli, non serve che mandiate dei sicari in casa mia a controllare se posseggo delle armi e se queste sono cariche...e non fate le scimmiette, lo so che siete lì...e che state ascoltando!
Cara Fra, non penso che vedrai mai cadaveri spiaccicati su V.Vittorio Veneto...tanto più che prima di buttarmi dovrei smontare le sbarre alle finestre...opterei in ogni caso per cose più immediate.
Caro Librio, non ho mai pensato che l' amore non esistesse più...non ho mai amato così tanto in tutta la mia vita come sto facendo ora.
Cara Marzia, quel Fabio che non ti piace tanto...beh, comincia ad abituartirci.
E' possibile che nessuno di voi ci sia arrivato?
Ti alzi una mattina, accendi lo stereo e mentre sei in doccia a canticchiare uno dei tuoi dischi preferiti, c'è qualcuno che nel frattempo ti sta preparando la colazione, uscire dalla doccia e rivitalizzante, ti guardi allo specchio e provi a renderti carino, almeno ci provi, fin dove ci riesci, sul tuo viso stacca un sorriso piacevole e rassicurante ma senti che c'è qualcosa che non torna.
Pazienza, torni a te stesso, oggi è una giornata importante, entri nel tuo armadio, ti guardi a destra e a sinistra e passi in rassegna al tatto le tue giacche, le tue camicie. Mentre te ne stai lì in piedi, in accappatoio e con in mano una tazza bollente piena di caffè, lei, che è ineccepibile in ogni dettaglio, è un po'...anzi è proprio uguale a quella foto mentale che ti porti dietro dai tempi delle seghe al sapore di Postalmarket, cazzo, sembra far parte di quel set fotografico che ti si è impressionato nel cervello dal momento in cui quello stesso cervello e il tuo pene hanno stretto una solidale amicizia atta a sorreggersi e incoraggiarsi l'un l' altro nei momenti in cui la vita va presa come una curva di Indianapolis.
Ok, ma non perdiamoci, la sensazione che ci sia qualcosa di strano non svanisce ma diciamo che ti vesti, senti che la camicia a contatto con la pelle ti da una soddisfazione della quale la maglietta intima cerca spesso di privarti, i pantaloni da uomo salgono alti in vita e ti coccolano le palle come le mani di una massaggiatrice thailandese, le scarpe in cuoio ti tengono su dritto e impettito, la cravatta ti ricorda che d'ora in avanti, ogni volta che ti piegherai, dovrai ricordarti di sorreggerla con la mano per evitare che si tuffi in un piatto di pasta o che s' impigli in una fotocopiatrice e la giacca, la giacca ti veste addosso come una seconda pelle, ti abbraccia come tua madre a Natale.
Quella sensazione non se ne va, neanche quando scendi a pisciare il cane, quando saluti la commessa del market sotto casa, quando fai un cenno militare al tabaccaio che ti prepara le sigarette sul banco ancora prima che tu metta piede nel negozio e nemmeno quando sostieni il giornalaio che ogni mattina ti ricorda quanti pochi parcheggi ci sono in centro.
Risali in casa, in ascensore scorri velocissimo il titolo di testa della Repubblica, ti siedi a tavola e mentre dividi quei minuti tra un boccone, un articolo sull' Italia che va a rotoli e una chiacchierata su come hai passato la notte pregusti già il piacere di farti tra le dita una Camel Light.
La sensazione strana persiste, anche quando lo stimolo della cagata ti ricorda quanto sei puntuale ed abitudinario.
"Un bacio, ciao, ti chiamo dopo"...chiudi la porta alle spalle, scendi le scale inforcando gli occhiali da sole, apri il portone di casa, monti in macchina, giri la chiave, aspetti che le candelette si spengano, è un diesel...ma prima di avviare il motore quella sensazione diventa concreta come un pugno nello stomaco.
La domanda è : "Oh cazzo, ma cosa sto facendo?"
La risposta è : "Cazzo non lo so...ma... ma mi sa tanto che non mi piace più"
Tutto qua, potrebbe trattarsi di depressione nel caso lasciassi che ciò che non mi piace decidesse di vivere la mia vita al posto mio, ma visto che non è così, io lo chiamerei solo un cambiamento.
Spero che ora nessuno abbia più bisogno di preoccuparsi ancora così tanto di pallottole vaganti e balconi spalancati.
Aloha

0 Comments:
Posta un commento
<< Home