L'ISOLA DI CONEY

La domenica ha il gusto di una cosa che finisce...un po' come un viaggio.
Ma a NY la domenica non esiste...nel senso che a NY di domenica puoi fare le stesse identiche cose che fai durante il resto della settimana...perchè NY non dorme mai!
Ho dovuto cominciare ad avvicinarmi alla cucina orientale...altrimenti a furia di mangiare bistecche mi viene un fegato grande come il Massachuset...e prova tu a chiedere una forchetta da ste parti, se ce l' hanno te la piantano nella giugulare...quindi bacchettine, ma guarda dove sono finito!
Fuori dalla finestra di casa riesco ad intravedere la coda di gente che si accalca per andare a vedere un film al festival di Robert de Niro...il Tribecca Film Festival.
I cinesi del negozio affianco stanno facendo a pezzi il vecchio nonno Whon-thong di 135 anni che finalmente ha tirato le cuoia..."e per un altro mese stiamo apposto con il ripieno degli involtini plimavela!" dice sghignazzando il piccolo Chung.
L'erba cipollina di ieri sera mi si ripropone prepotentemente...rutto ripetute volte, destando così l'interesse del vicino di casa che si sveglia spaventato e si chiede : "Ma avevo chiuso il gas?"
Cinque ebrei barbuti camminano per strada ricordandosi a vicenda che Hitler ne ha fatti fuori circa sette milioni...nel frattempo un indiano che sta ancora chiuso in una riserva in Arizona si chiede come mai a suo popolo gli hanno preso tutto l'oro mentre agli ebrei hanno lasciato tutti i diamanti...
Olivia mi passa a prendere dopo pranzo (Olivia è una ragazza italiana che mi sta facendo da Cicerone), si va a Coney Island, al parco giochi...quello dove Tom Hanks si fa fare un incantesimo che lo fa diventare grande in batter d'occhio...Big!
Giusto per capirsi. E comunque la foto che mi ritraeva con quel resort alle spalle è la foto che mi ha immortalato sul set di DirtyDancing!
La camminata sul mare è favolosa...mi faccio un hot-dog, un'orchestrina improvvisa "Dream a little dream of me", conosciamo una vecchia signora italiana che era venuta qua negli anni settanta..."Hei piacè! Te piace de sea of New York? You look proprio italiano...beautiful salutame tutte cumpà!"
Poi si gira verso una bambina che ha degli evidentissimi problemi di linea...me ne accorgo dal fatto che probabilmente per tirarla fuori da quella polo o aspettano che si sgonfi oppure qualcuno dovrà prendersi la briga di tagliargliela addosso e con quest'accento le dice:
"Uè Rosalia, come to nonna che ti cumbra ù icecream!"
Vabbè ho capito...qualcuno sta notte dovrà lavorare di forbici!
Il pomeriggio passa piacevole...ma è la sera che mi cambia la giornata e mi fa pensare che forse vivere a NY non è poi così male.
Abito vicino al BlueNote, faccio un paio di isolati e con il culo di un principiante mi becco un posto al bancone, mi faccio un Stinger e aspetto che le luci si abbassino perchè inizi il concerto...
Michel Camilo...il mio pianista preferito.
Un po' di jazz con un sottofondo leggero di bicchieri e risate...io che realizzo di stare a NY, mi godo un concerto da favola in compagnia di una tizia di Parigi che stava seduta affianco a me...e alla fine del concerto passo nei camerini, conosco Camilo, lo fotografo, lo ringrazio e mentre me ne sto andando lui mi chiama e mi fa:
"Hei, e un bocchino non lo vuoi?"
Scherzo...ma tanto per farvi capire quanto dovrebbero vergognarsi tutti quei mediocri musicisti italiani che spesso non mi hanno fatto nemmeno avvicinare a loro e quanto dovrebbero apprendere da quest'uomo che mi ha accolto come pochi.
Beh?Mi butto sulla Brodway per tornare a casa e passando davanti alla TowerRecords (negozio di dischi) vedo gente che si è portata sdraio e coperte e si è messa educatamente in fila seguendo il perimetro del palazzo...dopo aver girato l'isolato mi fermo curioso a domandare che sta accadendo...
...il due maggio suonano i Pearl Jam, non si sa dove ma suonano e domani mattina cominciano a vendere i biglietti...
...sulla strada di casa incontro i cartelloni del concerto...
PEARL JAM, NY , O2 MAY
...non lo sanno veramente dove suonano!
Mentre faccio gli ultimi metri penso...e penso...e penso...
...e un nero incazzoso con un marchio mercedes appeso al collo seduto sulle scale
fuori casa mia si domanda :
"Chissà a che cazzo pensa quello!"
Aloha

3 Comments:
Mitico, bel racconto.
Blue Note... Camilo...
Bene, benissimo.
Se solo ti provi a dire un "ma" vengo di persona e a nuoto... per tirarti una forchettata in fronte.
Un forte abbraccio.
http://manualedisopravvivenza.blogspot.com/
Hola,
concordo con Ermes...
Blue Note... e Camilo...
io nel caso del "ma" vengo li con un tridente...
Ti ricordi quando dicevo, aspetta di startene un po' da solo la valutazione delle cose cambierá e inizierai veramente a scoprire cosa vuol dire...
"sentirsi".... ecco quello che passa ...
amico... poi scoprirai il piacere nel farlo!
Se ti "cerchi" nei tanti momenti liberi...
e senti che con la gente non hai lo stesso feeling... degi amici e che tutto e’ un po´come vivere in campeggio... comodo ma non troppo.... E’ NORMALE! E che cazzo DAI UN TAGLIO ALLE RADICI!!
Poi come vedi neanche andando via rimani veramente solo... guarda il blog che va in bomba...
intanto vedi di non trasformarti in una palla come la maggioranza della popolazione...
Un abrazo
P.s. Se vai in messico ho gia' un aggancio di una residenza per artisti...
Il festival che ti dicevo di questo weekend.... e' stato mitico...diosss quanta gente!!!
Messaggio trasversale.... ma la bottiglia di Ron Palido e' arrivata a destinazione?
Per Luca e Fabio: il Ron è arrivato a destinazione.
Per Fabio: che sapore ha la Coca Cola dei chioschetti ambulanti?
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